mercoledì 29 febbraio 2012

Collegare cavi batteria correttamente

Collegare i cavi per far partire un veicolo con la batteria scarica è un operazione semplice ma non sempre si collegano i terminali in modo corretto.

Molti avranno fatto partire un veicolo da molto tempo non utilizzato impiegando dei cavi e tutti ci saranno riusciti (ammesso di aver collegato i poli correttamente) ma per non rovinare l'accumulatore occorre eseguire delle semplici procedure.


Prima di tutto si deve accostare un veicolo con la batteria carica a quello con la batteria scarica ma senza che la carrozzeria (parti metalliche) vengano in contatto, l'involucro esterno dei veicoli funge anche da polo negativo e potrebbero insorgere problemi all'impianto elettrico.

A questo punto sarà sufficiente collegare i cavi (quello rosso è solitamente predisposto per il polo positivo e quello nero per quello negativo ma il colore dei cavi è solo per non invertire la polarità), a motore acceso si dovrà collegare il polo positivo.

Prima di dare alimentazione al veicolo con batteria scarica occorre che i sistemi elettrici non necessari siano disattivati, se arriva la tensione di colpo le lampadine potrebbe fulminarsi specialmente nelle condizioni di freddo intenso.

Come da manuale della Ford Fiesta 1,4 Tdci del 2006 il polo negativo andrà collegato alla chiocciola della turbina e non al polo negativo della batteria scarica, mentre su veicoli a benzina si dovrà collegare ad una parte metallica del telaio.

Una volta data la tensione al veicolo da soccorrere sarà sufficiente avviarlo e farlo girare per circa tre minuti senza staccare i cavi di alimentazione, quando sarà trascorso il tempo in questione si dovrà procedere a togliere prima il polo negativo e poi quello positivo.

Un accumulatore o come viene comunemente chiamato “batteria” si scarica se non viene utilizzato per lungo tempo ed il processo viene accentuato se il veicolo ha una dispersione elettrica notevole e se viene lasciato a condizioni rigide di temperatura.

Il più comune ed ormai poco in uso accumulatore al piombo è costituito da piastre che costituiscono anodo e catodo e da un elettrolita liquido (acqua distillata ed acido solforico), uno dei più comuni problemi della morte di un accumulatore è la solfatazione.

In tale processo si forma solfato di piombo in forma cristallina sulle piastre, inizialmente molto lentamente ma con il tempo aumenta; se non si interviene per tempo il solfato di piombo impedisce all'accumulatore di ricaricarsi se viene applicata una tensione adeguata ai suoi poli.

Per chi possedesse batterie dotate di controllo di livello elettrolitico è possibile ripristinare il livello corretto semplicemente aggiungendo acqua distillata, mai riempire fino all'orlo; i comuni accumulatori moderni sono senza manutenzione ed il livello non è più visibile, il loro periodo di funzionamento se ottimamente conservate è di circa 3 anni, gli accumulatori di primo equipaggiamento sono sempre più duraturi.

Un problema da evitare è l'inversione dei poli quando si tenta di far ripartire un veicolo, l'accumulatore nella maggior parte dei casi non subisce danni ma l'elettronica dell'auto si e specialmente l'antifurto che potrebbe interpretare tale azione come un tentativo per disattivarlo; in caso fosse accaduto questo allora è meglio chiamare un officina autorizzata.

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